Intitolare la Sala Conferenze del Museo storico militare di Catanzaro a Giuditta Levato, la prima vittima nella lotta al latifondo in Calabria, significa farne conoscere il sacrificio estremo di questa donna, morta a 31 anni e con un figlio in grembo, nella difesa del diritto al lavoro soprattutto in una regione come la Calabria. Ma nello stesso tempo fare della sua storia un punto di riferimento per le future generazioni. Con questo spirito il Consiglio provinciale di Catanzaro ha approvato allโunanimitร la richiesta del presidente, Enzo Bruno, di intitolate a Giuditta Levato un luogo cosรฌ significativo nel cuore del Musmi. Il Museo storico militare di Catanzaro raccoglie testimonianze importanti di due secoli di storia, e da oggi potrร contestualizzare e dare visibilitร allo sforzo di chi, come Giuditta, dopo aver combattuto la guerra, si รจ ritrovato a lottare per la sopravvivenza e i diritti nella dura battaglia per il lavoro, innescando processi importanti, con una targa realizzata in occasione del 70 anni della morte. Questa mattina, alla presenza dei parenti di Giuditta – Antonio Scumaci, Maria Fotino, Giovanni Corea, Maria Davoli โ il presidente Bruno ha scoperto la targa apposta allโingresso della Sala Conferenze del Musmi, benedetta da don Raffaele Rimotti.

โGiuditta Levato muore rivendicando il diritto al lavoro, per la sua famiglia, per i suoi figli, per una comunitร che tentava una rivoluzione di civiltร e per se stessa โ ha esordito il presidente Bruno -. Ma Giuditta Levato non era soltanto una semplice bracciante, Giuditta era la sposa e la sorella di tutti i contadini combattenti, era la madre dei bimbi mal vestiti; era una donna che aveva nobilmente intuito e voleva che i lavoratori del suo paese, avessero insieme agli uomini di tutta lโumanitร , la libertร dal bisogno e la fine delle guerre.
La figura di Giuditta Levato รจ quella di una donna consapevole della sua forza interiore, presente al suo tempo, sostenuta da valori e sentimenti di amore, gioia, dolore, dignitร , libertร che attraversano la sua vita, pertanto il suo esempio, deve rappresentare un patrimonio comune anche in un tempo come il nostro in cui la violenza di ogni tipo e la corruzione rendono complicata la vita del cittadino. Ed il suo sacrificio รจ di grande attualitร , basti pensare a quanto avvenuto, non piรน tardi di un mese fa, nelle campagne di Andria: il sacrificio di un’altra donna, un’altra bracciante agricola morta dalla fatica, Paola Clemente. Paola e Giuditta โ ha detto ancora Bruno – sono la faccia di una stessa medaglia, ieri come oggi, dove il diritto al lavoro, sembra ancora un privilegio per pochi.
Le ultime parole, pronunciate da Giuditta Levato sono state quelle di non arrendersi agli eventi ma di combattere per un mondo migliore, dove ogni cittadino possa essere libero dalle frustrazioni e dalla miseriaโ. Qual รจ dunque Il messaggio che Giuditta Levato comunica ad ogni cittadino, alle Istituzioni, alla comunitร ? โQuello di non lasciarsi vincere dallโingiustizia, per paura o viltร โ ha concluso il presidente Bruno – ma lottare per la libertร perchรฉ la giustizia, lโequitร sociale prevalgano sempreโ.
Il presidente Bruno ha, quindi, voluto ringraziare sua eccellenza il prefetto Luisa Latella per la presenza, ennesima dimostrazione di una vicinanza istituzionale che rafforza lโazione amministrativa quotidiana dellโEnte nellโinteresse prioritario del territorio. โIl mondo produttivo ed in particolare il settore agricolo โ ha rimarcato il prefetto โ soffre ancora di retaggi che sono medioevali che soffocano i diritti e la dignitร delle lavoratrici. Per superare questi limiti non bastano le leggi, che ci sono: basta pensare lโimportante legge sul Caporalato. Le leggi devono essere applicate e sostenute, anche dallโinformazione che svolge un ruolo determinante per la crescita del territorio. Intitolare la sala conferenze del Musmi a Giuditta Levato รจ davvero una scelta significativa, soprattutto nel giorno della giornata dedicata alle donneโ.
โVoglio ringraziare ancora una volta il presidente Bruno ed a tutti i consiglieri provinciali per la scelta di intitolare alla nostra concittadina Giuditta Levato questa sala โ ha detto il sindaco di Sellia Marina, Francesco Mauro – in ciรฒ costituisce motivo di orgoglio e soddisfazione per l’Amministrazione Comunale e l’intera comunitร selliese. Giuditta Levato รจ una donna che ha sacrificato la propria vita per dei valori attuali, come il diritto al lavoro e della dignitร dellโuomo. Abbiamo bisogno di raccontare queste storie che diventano esempio per noi amministratori. E da Sellia Marina si lancia un forte appello a costruire un mondo diverso per le nuove generazioniโ.
Quello di intitolare la sala conferenze a Giuditta Levato รจ un โimpegno mantenutoโ, ha ricordato il segretario generale della Cgil di Catanzaro, Raffaele Mammoliti. Il presidente Bruno, infatti, aveva annunciato di proporre lโintitolazione proprio nel corso del dibattito organizzato dalla Cgil nell’ambito della tavola rotonda sul tema “Giuditta Levato: una vita di lavoro”. โTroppo spesso, noi calabresi, dimentichiamo con quale determinazione e quale impegno civico una donna della nostra terra ha messo lโimpegno civico davanti alla propria vita per difendere il diritto al lavoro โ ha aggiunto Mammoliti -. Una battaglia per la libertร delle donne in particolare e dei contadini in generale in una fase molto particolare della vita del Paeseโ. Il segretario generale della Cgil ha ricordato le parole di Giuditta rivolte al senatore Poerio da girare ai propri familiari: โDite loro di non piangere ma di combattere per vendicarmiโ. โGiuditta Levato โ ha concluso โ non appartiene ai contadini, ma a tutti i lavoratori e con i calabresi. Un monito nel proseguire compatti nella lotta contro le diseguaglianze e le disparitร e per il diritto al lavoroโ. Un esempio di cui essere orgogliosi, insomma, che secondo il presidente della commissione regionale antimafia, il consigliere Arturo Bova dovrebbe essere valorizzata in ogni occasione possibile. โSe Giuditta fosse nata in unโaltra regione e in un altro contesto territoriale โ ha affermato โ della sua storia e del suo esempio sarebbero state piene le pagine dei libri di storiaโ. E lโapposizione della targa dedicata a Giuditta in un museo storico militare contribuirร a valorizzare la sua memoria e trasmettere il suo esempio e i valori che ha difeso oltre i confini regionali.
