“Sono passati 11 anni da quella storica domenica di Pasqua del 2015. Guardando queste immagini, ci chiediamo: quanto è cambiata Soverato Superiore? Chi erano i portatori di allora? Rivediamoci in questo video esclusivo del nostro archivio.”
Il significato dell’Affruntata a Soverato
SOVERATO (CZ) – Nel cuore pulsante di Soverato Superiore, la tradizione non è solo un ricordo, ma un legame indissolubile che unisce generazioni. Tra i riti più suggestivi della Settimana Santa calabrese, la Cumprunta Soverato Superiore 2015 occupa un posto d’onore.
L’edizione del 2015 resta impressa nella memoria collettiva per la straordinaria partecipazione e l’intensità emotiva che ha caratterizzato l’incontro tra il Risorto e la Madre.
Cronaca e immagini dell’edizione 2015
La domenica di Pasqua del 2015 vide Piazza Roma gremita di fedeli, turisti e curiosi, accorsi per assistere al momento culminante: l’annuncio della Resurrezione. Il rito, che simboleggia l’incontro tra Gesù Risorto, la Madonna e San Giovanni, si è svolto secondo un cerimoniale rigido e affascinante.
I portatori, con passo cadenzato e coordinato, hanno dato vita a quella “corsa” liberatoria che vede San Giovanni fare da spola per annunciare a Maria che il Figlio è vivo. Il momento del “confronto” (da cui il nome Cumprunta o Affruntata) è stato accompagnato dal tradizionale volo dei colombi e dal fragore degli applausi, segnando la caduta del velo nero dal volto della Vergine, che appare così nel suo splendore radioso.
L’identità di una comunità
Per Soverato Superiore, la Cumprunta del 2015 non è stata solo una manifestazione religiosa, ma un atto di riappropriazione della propria identità culturale. In un periodo di forti cambiamenti, quel rito ha ribadito la forza delle radici locali, attirando l’attenzione anche dei media regionali per la compostezza e la devozione dimostrata.
Il valore della memoria su CalabriaWebTV
Ripercorrere questi momenti attraverso l’archivio storico della nostra testata ci permette di capire quanto siano profondi i solchi della tradizione in Calabria. La Cumprunta rimane, ieri come oggi, il simbolo di una terra che sa risorgere e che trova nella fede il motore per guardare al futuro.
