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SOVERATO, OMICIDIO ROMBOLA’: RIPRISTINATA LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE AL PRESUNTO KILLER

admin Marzo 10, 2016

E’ stata notificata dai carabinieri del nucleo investigativo di Catanzaro a Pantaleone Gullà, il presunto killer dell’omicidio Rombola’, barbaramente ucciso, tra i bagnanti, sulla spiaggia di Soverato in un pomeriggio assolato del 22 agosto 2010, l’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere. L’iniziale misura cautelare era stata emessa dall’ufficio gip di Catanzaro lo scorso mese di luglio e notificata dai carabinieri del nucleo investigativo al Gulla’ ed ad altri tre soggetti. Successivamente il tribunale del riesame aveva annullato nel mese di agosto l’ordinanza in argomento.  Avverso l’annullamento la procura ha proposto ricorso in cassazione, ricorso accolto dalla suprema corte che cassando la precedente ordinanza di annullamento ha ordinato l’immediato ripristino della custodia cautelare in carcere.

Nel luglio 2015 si riuscì a risalire all’identità dei soggetti coinvolti nella vicenda e ad affermare che il movente fu quella Faida dei Boschi che lasciò lunghe scie di sangue nel territorio di Soverato. Un aiuto importante alle indagini fu dato grazie alle dichiarazioni del pentito Bruno Procopio che aveva confessato di essersi occupato dell’esecuzione insieme ad Antonio Gullà.

Ferdinando Rombolà era con la moglie e il figlio che all’epoca dei fatti aveva solo 1 anno e mezzo. Il pregiudicato aveva 40 anni e, secondo alcune testimonianze, i colpi di arma da fuoco erano stati sparati da un motociclista a bordo di un mezzo di grossa cilindrata con il volto coperto dal casco. La moto era stata ritrovata incendiata nei pressi dell’area adibita a parcheggio.

Il pentito Bruno Procopio ha iniziato a collaborare nel 2011. Ha descritto al giudice intrecci e legami malavitosi che hanno reso l’estate del 2010 piuttosto calda. Il primo omicidio di cui ha parlato è stato proprio quello di Ferdinando Rombolà che ebbe rilevanza nelle cronache nazionali per la brutalità con cui era avvenuto. Procopio era alla guida della potente moto sui cui c’era anche il sicario Gullà. Il collaboratore di giustizia ha raccontato inoltre che ha conosciuto l’uomo ai funerali del fratello (vittima della faida). Studiavano da qualche giorno i movimenti di Ferdinando Rombolà ma hanno deciso di colpirlo in spiaggia, davanti a centinaia di persone e alla sua famiglia.

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