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MINORE PUNITO PER UN PRESERVATIVO, LA NESCI INTERROGA NUOVAMENTE IL MINISTRO

admin Giugno 21, 2016

Sulla vicenda del minore punito dall’istituto comprensivo “Ugo Foscolo” di Soverato, dopo un anno dall’essere stato trovato in possesso, durante la gita scolastica, di un preservativo sigillato, la deputata M5s, Dalila Nesci, ha interrogato una seconda volta il ministro dell’Istruzione in seguito all’audizione del preside della scuola e dei genitori del minore tenuta lo scorso 10 giugno dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Calabria, Antonio Marziale.

La parlamentare 5 stelle ha chiesto al ministro, Stefania Giannini, «quali urgenti iniziative intenda assumere per accertare le responsabilità specifiche, nella fattispecie, dei dirigenti apicali dell’istituto e dell’Ufficio scolastico della Calabria, sia per verificarne l’adeguatezza rispetto al ruolo pubblico svolto, sia per consentire alla scuola in questione, dell’obbligo, di assolvere alla sua funzione educativa senza discriminazioni e penalizzazioni a danno degli studenti». «Alla luce – spiega la deputata – della compiuta relazione del Garante, che con puntualità ha insistito sul fondamentale ruolo formativo della scuola, è chiaro che il minore in questione è stato gravemente prostrato, in quanto punito in ritardo e senza la possibilità di difendersi. La scuola non ha poi previsto un percorso di formazione per il ragazzo, atteso che gli addebiti mossi nei suoi confronti sono il frutto di una ricostruzione dei fatti molto lacunosa e contraddittoria».

«La scuola – aggiunge la deputata – non ha badato alla maturazione del bambino, quasi isolato come portatore di un virus. Siamo di fronte, come ha illustrato il Garante, a mancanze pedagogiche molto evidenti della stessa scuola, che ha gestito in modo anomalo l’intera vicenda, venendo meno ai propri doveri educativi». «Altro aspetto grave – conclude Nesci – è l’assenza dell’Ufficio scolastico della Calabria, che all’audizione davanti al Garante ha perfino delegato in sua vece il dirigente della scuola di Soverato, senza comprendere la delicatezza del caso e l’importanza della presenza istituzionale».

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