Riceviamo e pubblichiamo testo integrale:
Carissimi fedeli ed amici,ย a conclusione della via Crucisย mi chiedo e vi chiedo: dopo i fatti di Bruxelles che senso ha andare dietro ad un crocifisso? possiamo parlare ancora di Pasquaย di Resurrezione?
Il percorso della via Crucis ed il triduo pasqualeย esprimono, devozione, gesti cultuali, liturgia e recano con sรฉ una forza incredibile sul piano ย della spiritualitร e della costitutiva trascendenza dellโessere umano. Da esse si sprigiona un fascino magnetico che coinvolge ed interpella le coscienze, anche di chi รจ distante (o taleย si ritiene), dalla fede. Questa predisposizione spiritualeย raggiunge il suo culmine nella processione del venerdรฌ santo, che attraverso la rappresentazione della salita al Calvario del Cristo condannato alla crocifissione ย si fa metafora del cammino individuale di ognuno di noi. ร in questo interrogarsi, nella ricerca del sรฉ nascosto tra le pieghe dellโanima, che la processione del venerdรฌ santo dice ad ogni uomo che il silenzio รจ unโesperienza di purificazione, di profondo discernimento e perciรฒ bisogna guardare il volto di Cristo morente. Tutto ciรฒ trasmette il messaggio senza tempo: lโuomo รจ fatto per vivere con Cristo eternamente. Ma tornando ai fatti di Bruxelles ย non posso nonย ripetereย che โil sonno della ragione genera mostriโ e le cui azioni non hanno nรฉ il profumo dellโuomo, nรฉ tantomeno il profumo di Dio. Il mondo e lโEuropa sonoย tanto poveri da non ย riconoscereย lโoblio di Dio come โmancanzaโ. Per questo si deve parlare di Pasqua di Resurrezione anche in questi giorni tristi e in queste ore difficili, bagnate una volta ancora dal sangue: il dramma dโamore di Cristo ci dร la certezza che il male non avrร mai il sopravvento sul bene.ย Nel cuore della vecchia Europea e nel Belgio, simbolica capitale dellโindefinita Unione Europea, come nel resto del mondo, si combattono guerre dimenticate ma non per questo meno sanguinose. La Pasqua parla da sรฉ: il figlio di Dio che sceglie la croce per la salvezza degli uomini รจ la dimostrazione evidente della follia della croce espressa dalla fedeย al contrario di chi, invece, sceglie la via della distruzione e della morte per imporre, farneticando, il predominio del proprio โunicoโ dio. Una mentalitร ย non ย sempre condivisa da tutti i musulmani e tuttavia da tenere presente sempre e da non prendere sottogamba, specie per i suoi effetti nefasti, e con la quale misurarsiย ย seguendo lโesempio di Cristo, che in vita non chiuse mai leย braccia a nessuno e fino allโultimo respiro trovรฒ la bellezza del perdono. Cari amici, abbiamo bisogno di riscoprire le nostre radici cristiane e di ravvivare laย fede con i suoi valori eterni seguendo lo stile di ย Cristo Crocifisso: โNon pregate come i fariseiโฆ Non fate come loroโฆ Non cosรฌ tra voiโฆ Nessuno ha mai parlato come quellโuomoโฆโ. E, ancora: pesate la portata dellโofferta di quella vedova, imitate lโatteggiamento umile di quel pubblicano al tempio, pensate al modo di farsi prossimo delย samaritano, non giudicate secondo le apparenze,โฆ Sรฌ, la vita cristiana,ย alla sequela del Signore Gesรน รจ una questione di stile che ci dร il ritratto del cristiano.
Per seguire le tracce di Cristo si dovrร camminare tra il grano e la zizzania, dovremo imparare a distinguerli cominciando da quei loro semi che germogliano nel nostro cuore; si dovrร guardare il cuore dellโaltro e le sue ferite, fino a scorgere persinoย dentro lโomicida ย lโuomo che รจ stato creato a immagine e somiglianza di Dio, connotati che permangono indelebili nonostante il male e il peccato. ร follia pensare di fronteggiare le mafie, i corrotti, i violenti con la forza disarmata del Vangelo? Forse, ma di quella stessa follia che chiede di amare i nemici e di pregare per i persecutori, di odiare il male, ma amare le persone, anche quelle che sembrano aver smarrito la loro appartenenza allโumanitร . Solo cosรฌ la presenza dei cristiani nella compagine umana si rivelerร sale e luce; solo cosรฌ pace e giustizia si abbracceranno, solo cosรฌ vedremo germogliare nel campo del mondo arcobaleni in cieli nuovi e terra nuova, dove lโuomo non sarร piรน lupo allโuomo.
Cari amiciย ecco che cosa significa essereย discepoli di Cristo, cristiani ย coerenti, credibili. Dobbiamo formare i nostri giovani non al buonismo, nรฉ al catastrofismo,ย ma a guardareย la vita con lโocchio di Dio crocifisso e risorto, ad essere veri ad avere unโidentitร cristianaย genuina e autentica . Se cosรฌ non sarร ” il cristianesimo se ne va e con esso,ย se ne va tutta la nostra cultura e, forse, come ha scritto qualcuno,ย si dovranno attraversare molti secoli di barbarie”. ย Certamente abbiamo il dovere non solo di curare la nostra identitร , maย di custodirla nei suoi tratti fondamentali e nella visione della vita e del mondo. Di qui la necessitร cheย chi viene in Italia come in Europa sโintegri nel sistema di valori, di regole, e di comportamenti che vigonoย da noi.
Allora, nonostante il buio del tempo presente,ย ha senso parlare della Croce e della risurrezione di Cristo che ci ricordano che ai discepoli di Gesรน Cristo รจ dato per grazia di offrire un luogo allโutopia del bene che vince il male, in sรฉ come nellโaltro. E quel luogo puรฒ essere non al di lร del mare, ma vicinissimo a noi, sulla nostra bocca e nel nostro cuore.
Viviamo nel mezzo di un passaggio epocale: abbiamo il compito di costruire il mondo che verrร . Ed in questo la misericordia,ย cuore della predicazione di Papa Francesco, puรฒ esserci dโaiuto.
โCoraggio, non temere!โ รจ la parola del Signore per lโoggi di ciascuno di noi.
+p.Vincenzo Bertolo
Arcivescovo
